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domenica 17 febbraio 2008

La famosa Torta Barozzi di Vignola

Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci, si tratta pur sempre di una imitazione frutto del mio istinto di gozzovigliatore insaziabile, con il solo conforto della memoria impressa nelle papille gustative e della lista degli ingredienti, obbligatoria per legge, presente sulla confezione della torta Barozzi originale.

Ovviamente la vera, unica, inimitabile Barozzi la dovete andare a comprare in via Garibaldi a Vignola, presso la premiata pasticceria Gollini e qualunque altra versione sarà necessariamente un compromesso.
Ne consegue che chi si accontenta gode e, secondo me, vi potete momentaneamente accontentare del mio tentativo che non fa per niente schifo e che ribattezzerò, a scanso di equivoci e querele, torta Tlazzerozzi ;-)

Ma prima di passare alla ricetta, beccatevi un altro immancabile pippardone su cosa sarebbe il mondo senza il Messico.
È inutile che protestiate, mi sembra di sentirvi: "possibile che questo qui c'infili SEMPRE questi sermoni sul Messico anche quando parla di tortellini?". - Sì e zitti!

Dicevo, prima che mi interrompeste con quelle vocine querule, se guardiamo gli ingredienti principali della torta Barozzi, è piuttosto difficile non scorgere la furtiva manina di qualche divinità azteca, dato che vi compaiono cacao e arachidi. Tralasciamo pure che lo zucchero di canna sia originario dei Caraibi e concentriamo l'attenzione sui 2 principali ingredienti. Per qualche curioso motivo i semi di cacao, in lingua nahuátl si chiamano cacahuatl, parola che spagnoli e francesi hanno poi storpiato per denominare invece le arachidi... (cacahuates, divenuto cacahuettes per i transalpins).

Le arachidi invece in nahuátl si chiamano tlalcacahuatl (noccioline di terra), per distinguerle da quelle che nascono sugli alberi (del cacao appunto).

Dopo questa necessaria perorazione della Madre Tierra, veniamo infine al nocciolo della faccenda (che sarebbero appunto le noccioline americane...), perché nel corso degli anni, è capitato innumerevoli volte di assaggiare imitazioni di Barozzi, buonine, buonissime, buonerrime, ma mai filologiche. Tutte le volte che ho potuto, ho chiesto come mai non fossero presenti le arachidi e le risposte sono sempre state vaghe. Eppure bastava leggere il retro della confezione della torta originale, dove si parla di arachidi e poche mandorle, mica c'era da scomodare il ROS dei Carabinieri...
Fate una ricerca sul web e vedrete un florilegio di ricette contenente di tutto, fuor che le imprescindibili arachidi che danno alla Barozzi quel saporino inconfondibile di... arachide!

Io, tra l'altro, amando la dietrologia, ho una teoria personale sull'epifania che dovette sperimentare il buon Eugenio Gollini quando inventò questa torta ai primi del novecento e non so dirvi come e perché, ma sono convinto che lui si sia ispirato ai brownies americani. Ora, ai primi del novecento mica esisteva internet, per andare in America e tornare ci volevano mesi, sempre che non v'imbarcaste sul Titanic, però, chissà, magari avrà letto una ricetta sulla Domenica del Corriere o gliela raccontò qualcuno, non so, però che risate si farebbero le nipoti a sentire queste mie teorie bislacche sulla genesi di questa opera d'arte dolciaria.

Sia come sia, un giorno, mentre girovagavo per l'aeroporto O'Hare di Chicago, comprai dei brownies in uno degli immancabili chioschi di hot dogs e rimasi folgorato dalla somiglianza: stesso spessore, stessa consistenza, carta stagnola intorno, cioccolato, caffé e arachidi...

Coincidenza? Chiaroveggenza? Metempsicosi? Telecinesi?
Oppure Gollini era in realtà un agente della CIA che sfornava i brownies sotto copertura?

Insomma, mettetela come volete, se volete fare la Barozzi, lavorate su qualcosa in cui la proporzione tra arichidi e mandorle sia decisamente a favore delle prime se no state perdendo tempo con una torta al cacao e mandorle e basta e vi diffido dal chiamarla Barozzi!

Che poi sarebbe pure ora di spiegare chi diamine fosse 'sto Jacopo Barozzi, detto il Vignola.
Siccome però di chiacchiere ne ho già fatte tante e tra l'altro un'immagine vale mille parole, vi metto un po' di collegamenti a questo grandissimo architetto rinascimentale reso celebre dalla torta postuma ;-)

Ingredienti:
300g zucchero
200g arachidi tostate non salate (quelle da sbucciare insomma, non i salatini...)
100g mandorle (che potete calare ancora aumentando proporzionalmente le arachidi)
100g cacao
100g burro
6 cucchiaini di caffè macinato
4 uova
1 bustina vaniglia
1 pizzico di sale

Procedimento:
tostare le mandorle e macinarle finemente, a questo scopo funziona egregiamente un macinino da caffè di quelli di una volta. Macinare anche le arachidi e/o il caffè se non è già macinato. Macinare anche lo zucchero per ricavare zucchero a velo e aggiungere assieme alla vaniglia. Mescolare il tutto assieme a secco, amalgamando per bene, non ci devono essere grumi, deve risultare una polvere omogenea. Separare quindi i tuorli dalle chiare, versando i primi assieme al resto.
Montare le chiare a neve ferma con un pizzico di sale. Aggiungere il burro fuso e amalgamare assieme ai tuorli e al composto, unendo infine le chiare.


Si dovrebbe ottenere un composto piuttosto denso, che verserete in una teglia bassa ricoperta di carta stagnola. Stendete uniformemente, con un po' di pazienza dovreste ottenere un ottimo risultato perché non dovrebbe attaccarsi eccessivamente. Ricoprite con un altro foglio di stagnola o con un riporto (alla Schifani...) come ho fatto io, che ho utilizzato un foglio di lunghezza doppia.

Infornate per 30 minuti a 160 gradi e... correte a Vignola a comprare l'originale, se non vi dovesse piacere.

:-D

21 commenti:

ariarossa ha detto...

che meraviglia tlazzì(applauso)
appena posso la faccio pure io :-o
ciao ciao

Byte64 ha detto...

mi raccomando,
la parola d'ordine è arachidi!

Sappimi dire come venne.

;-)

sibilla ha detto...

Confessa tlazzì, non l'hai fatta tu.
E' quella di vignola!!!!!!!! ;-)

Byte64 ha detto...

No, no, confesso che l'ho fatta io, infatti non è indentica, è solo simile, molto simile nel sapore ma ancora non identica nell'aspetto, infatti nella mia non si è formata quella dannata pellicina che è il marchio di fabbrica della vera Barozzi... sigh!

Sarà per la quantità di uova o di zucchero o di tutte e due?
Oppure ci sfugge qualcosa?

Ma io insisterò!

sibilla ha detto...

La pellicina sarà mica dovuta all'abbondante imburramento e conseguente infarinatura della teglia?

Byte64 ha detto...

rimango convinto che la barozzi viene cotta avvolta nella carta stagnola, quindi la pellicina deve avere origine dalla proporzione degli ingredienti, specialmente chiare e zucchero. Però magari mi sbaglio ;-)

Lorenzo Cairoli ha detto...

http://aeroflotta.blogspot.com/2008/02/la-torta-barozzi-di-vignola.html

Byte64 ha detto...

Corbezzoli, devo stare attento a cosa scrivo!
;-)

Maaaa tu in che rapporti di parentela stai con lo Zamboni fu Aventino?

soulvayne ha detto...

Il segreto sono le arachidi le mandorle ben tostate!nell'originale si sentono bene bene!E la cottura!
Deve rimanere come crudina all'interno e molto molto morbida!La crosticina sopra beh nn so cosa sia ma a me la seconda volta che ho fatto la torta è venuta perciò questo lo ritengo ancora un mistero:)ma presto lo scoprirò hihi

Byte64 ha detto...

Soul,
ma tu hai usato queste proporzioni tra arachidi e mandorle o diverse?
Te lo chiedo perché recentemente l'ho rifatta e la pellicina era venuta bene, però uno dei commensali asserì che secondo lui dovevano esserci meno arachidi e più mandorle.
La prossima volta proverò a fare 150/150 anziché 200/100, così tanto per vedere l'effetto che fa...

Ciao!

Anonimo ha detto...

Ciao..... frugando qua e la.... ho trovato un articolo interessante...... nn dice le dosi ma ti manca rhum, margarina, e cioccolato fondente oltre ai tuoi.... allora solitamente x i liquori si usa una tazzina, la margarina è di solito uguale al burro, quindi in teoria sarebbe 50 di burro e 50 di margarina e la tavoletta fondente in teoria almeno un 74% ed un paio di tavolette (come è per la brownies.
O almeno è come farei io.
Il link di cui parlavo poco sopra è questo

http://www.tortabarozzi.it/articolo_cioccolata.htm

Bacioni a tutti Claudia

Anonimo ha detto...

P.s. La rivista da cui è tratto l'articolo è una rivista che guarda caso io ho in casa.... da questa collana ho utilizzato la ricetta x la sacher e la mia amica che stava in svizzera ha detto che è la sacher + buona che ha mangiato in Italia .-)
Quindi BUONA BAROZZI A TUTTI!!!!!

Byte64 ha detto...

Claudia,
secondo me quello è puro depistaggio ;-)

Mica per niente a suo tempo comperai l'originale proprio per leggermi gli ingredienti e di margarina e rhum non c'era traccia.

D'altra parte la margarina non è certamente un ingrediente particolarmente ricercato e il rhum non mi ha mai dato l'impressione d'essere presente.

Secondo me si gioca tutto tra le proporzioni degli ingredienti che ovviamente non sono scritte sulla scatola.

Quando la feci assaggiare a un vignolese, disse che secondo lui bisognava calare leggermente le arachidi e aumentare la mandorla.

Comunque ri-verificherò, mi toccherà fare questo ennesimo sacrificio... :-D

Byte64 ha detto...

Poi, adesso che mi ci fai pensare, l'uso della margarina nel 1907 è possibile ma piuttosto improbabile, visto che era stata inventata da poco.
Bisognerebbe fare ricerche storiche ma da quel che ho letto la diffusione della margarina è successiva alla prima guerra mondiale come sostituto del burro in epoca di crisi.

Ciao!

Anonimo ha detto...

Sacrificio? Magari fossero tutti questi i sacrifici :-D..... Quando mi riprendo 10 minuti la faccio anche io sta torta anche se nn idea nemmeno di come sia l'originale. Purtroppo sono di Roma, l'unica città decisamente sfigata in fatto di dolci.
Claudia

Byte64 ha detto...

Eh, però a Roma c'è la millefoglie di Cavalletti, ci sono i maritozzi con la panna della pasticceria in via Bompiani... quasi quasi vale la pena di farsi il viaggio solo per quelli!

Claudietta ha detto...

Ma sei il tuttodolci tu? ;-)
A parte gli scherzi e se nn sono troppo indiscreta..... sei un pasticcere o è il tuo hobby decisamente spassionato?

Byte64 ha detto...

Claudietta,
come diceva Oscar Wilde, le domande non sono mai indiscrete, le risposte a volte lo sono.

Io al massimo sono un pasticcione creativo.

Claudietta ha detto...

E ma mica è da tutti ;-)

Byte64 ha detto...

è vero, però d'altro canto io sono una vera schiappa a stirare le camicie o come idraulico!
:-D

Claudietta ha detto...

Se un uomo cucinasse x me e meglio di me soprattutto in pasticceria..... (vuol dire che ama i dolci E LI MANGIA) compro una stirella..... stiro a vita giuro!!!! L'idrauilic grazie a dio l'hanno inventato Et voilà nn ci sono + problemi :-D

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