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venerdì 4 settembre 2020

Spaghetti nivuri alla vattelapesca

Avendo ricevuto in regalo un paio di confezioni di spaghetti neri (al nero di seppia) dal mio generoso rampollo e dovendo fare con ciò che avevo in dispensa, ho prodotto questa ricetta, che non ha la pretesa di essere particolarmente originale, pur risultando assai gustosa.


Prova ne sia che alla fine non è rimasto nulla.

Ingredienti x 4 persone con fame:

  • 500g di spaghetti alla chitarra con nero di seppia
  • 10 filetti di alici/acciughe sott'olio
  • 2 spicchi d'aglio 
  • 40 grammi di prezzemolo
  • 1 peperone crusco oppure un peperoncino messicano tipo guajillo (poco piccante)
  • olio extravergine q.b.
  • una manciata di mandorle pelate (10-12 mandorle circa)

Procedimento:

Mettete a bollire l'acqua per gli spaghetti, nel mentre preparerete il condimento. Non scordate di salare l'acqua.

Tostate le mandorle in forno a 180 gradi (appena iniziano a scoppiettare sono pronte, non fatele diventare troppo scure).

Sminuzzate il peperoncino (a listarelle o pezzetti).

Fate rosolare l'aglio tagliato a fettine in un pentolino con l'olio extravergine, quando sarà diventato di color rosa, rimuovete il pentolino dal fuoco, eliminate l'aglio e aggiungete il peperoncino. Lasciate raffreddare per qualche minuto poi aggiungete i filetti di alici o acciughe che dir si voglia. Rimettete sul fuoco basso per far squagliare i filetti, appena inizia a sobbollire l'olio spegnete nuovamente e con l'aiuto di una forchetta di legno, sminuzzate i filetti.

Tritate le mandorle tostate, ma non riducetele a farina.

Tritate il prezzemolo precedentemente lavato e asciugato.

Quando gli spaghetti saranno pronti (la pasta all'uovo impiega solo 5 minuti), scolate per bene e versate il condimento e il prezzemolo sugli spaghetti, magari dando una ripassata in padella.

Cospargete le mandorle tritate su ciascuna porzione al momento di servire.

giovedì 21 febbraio 2019

Crescente bolognese

C'era una volta una cucina sostanziosa per chi doveva andare a zappare in campagna.
La crescente bolognese doveva essere tuttavia un cibo di lusso riservato per occasioni speciali o forse per riciclare gli avanzi dei salumi che si producevano autarchicamente con l'uccisione rituale sul finire dell'autunno del "nimal", l'amico porcello nutrito con amore e con gli avanzi di cucina, fonte di sostentamento indispensabile di ogni famiglia contadina fino al secolo scorso, tradizione sempre più rara al giorno d'oggi per tanti motivi.

La ricetta è ispirata a quella ufficiale, depositata presso la Camera di Commercio di Bologna, con una variazione sull'impasto che nel mio caso è senza biga, ma con una lievitazione di circa 6 ore.

La crescente bolognese a differenza del vicino cugino gnocco ingrassato modenese non contiene né uova, né latte e derivati.






Procedimento:
Tagliate il prosciutto e la pancetta a dadini.
Riservate una noce di strutto che userete per ungere la superficie.
Impastate tutti gli ingredienti tranne i salumi che aggiungerete alla fine quando l'impasto è pronto, tenendone un po' da distribuire in superficie.
Distribuite la crescente in una teglia, le dimensioni potete variarle a seconda che la vogliate più o meno alta, quella in foto è da 30x22cm, per un totale di 660cm quadrati, come vedete nel foglio di calcolo.
Ungete la superficie con lo strutto rimasto e poi cospargete i dadini di salume rimasti e un po' di fiocchi di sale o sale grosso.
Fate lievitare almeno fino al raddoppio.
Cuocetela a 200C per 25-30 minuti, la superficie deve diventare ben colorita.

venerdì 24 agosto 2018

Dolcetti croccanti alla banana e müsli

Ogni tanto proseguo i miei esperimenti con le banane mature e questa è l'ultima versione uscita. Detesto gettare le banane mature!



Tutto è cominciò dalla ricetta di qualche anno fa, valida se volete invece dei dolcetti morbidi e avete almeno 3 banane molto mature da riciclare.

Nella nuova ricetta invece basta una sola banana, ben matura, quella con la buccia quasi completamente scura ma all'interno ancora soda, non sfatta.



Procedimento:
mescolate la farina con l'uovo (se usate anche il bianco verranno leggermente più morbidi, se li volete più secchi eliminate il bianco dell'uovo), l'olio di cocco o di semi, lo zucchero, il sale e la cannella. Quando avrete ottenuto una polvere omogenea aggiunte il müsli e infine la banana a pezzetti piccoli. Impastate ancora con l'aiuto di un cucchiaio, dovete semplicemente ottenere un composto molto grezzo che a malapena sta insieme.
Disponete su una piccola leccarda coperta con carta da forno cercando di formare dolcetti di grandezza simile.


Infornate a 180C per 15 minuti circa. 

sabato 24 febbraio 2018

Sorprendenti tartufini al cioccolato con l'ingrediente che non ti aspetti

Sarei tentato di inserire questa ricetta tra le quelle di cucina messicana ma la verità è che, nonostante la presenza di ingredienti totalmente messicani, l'ispirazione mi è venuta vagando a caso su un blog di cucina alsaziana, cioè di quella regione francese al confine con la Germania, dove ho visto questi tartufini di cioccolato e avocado, seppur profumati al rhum, a loro volta leggermente modificati partendo da una ricetta vegana originata probabilmente da quest'altra versione.

 

trufas de chocolate extra amargo y aguacate con vainilla y tequila blanco
Eppure il cioccolato di Modica è il clone del cioccolato tipico "da tavola" messicano, avocado, vaniglia e tequila sono tre prodotti tipicamente messicani.
Ce ne faremo una ragione o no?

Sia come sia, sono buonissimi, però è fondamentale usare un avocado maturo al punto giusto e buono.

Ingredienti:
120g cioccolato di Modica fondente cacao > 60%
un avocado maturo, di buon sapore!
due cucchiai di tequila bianco
i semini di una bacca di vaniglia o un cucchiaino di estratto di vaniglia
cacao amaro in polvere q.b.

Procedimento:
sciogliete il cioccolato a bagnomaria o nel microonde. Tagliate a metà l'avocado, togliete il nocciolo e poi estraete la polpa con un cucchiaio. Con una forchetta riducete la polpa in una crema senza grumi. Unite la cioccolata fusa e amalgamate bene, infine aggiungete il liquore.
Mettete al freddo per un'ora circa poi formate delle palline che rotolerete nel cacao amaro in polvere.
Degustate a piacere e manteneteli al freddo se non lo consumate tutti subito.

sabato 16 dicembre 2017

Basbusa al cocco

Riprendiamo le trasmissioni con un dolce semplice ma delizioso: la basbusa al cocco.
Succede che dopo molte vane promesse andai a bere un caffè turco al Naama Cafè di Bologna dove c'è una cornucopia di dolcetti tradizionali arabi da provare, tra cui vari tipi di basbusa. Una volta tornato a casa mi son messo alla ricerca di ricette, finendo sulla variante al cocco in questione.

basbusa al cocco
Il basbusa è un dolce morbido, a base di semolino e yogurt, dal cuore piacevolmente umido. Come potete immaginare si possono creare un sacco di variazioni a partire da una ricetta di base e conto di esplorarne alcune :-)

La mia ricetta è fondamentalmente basata su questa, trovata sul "tubo" con qualche piccolo aggiustamento a intuito, dovuto più che altro al fatto di dover ricalcolare le quantità a occhio basandomi su ciò che avevo.



Procedimento:

per prima cosa conviene preparare lo sciroppo così avrà tempo di raffreddarsi mentre preparate il resto.
Versate lo zucchero e l'acqua e portate a bollore, continuando per 8 minuti. Ho aggiunto alla fine un cucchiaio di miele. Riponete lo sciroppo a raffreddare. Le quantità sono date nella lista degli ingredienti agli ultimi tre posti.

Mescolate bene gli ingredienti secchi in una insalatiera o nella impastatrice poi aggiungete l'uovo, lo yogurt e il burro fuso.
Ho usato lo yogurt greco ma forse lo yogurt bianco non zuccherato normale sarebbe perfino meglio essendo meno denso perché alla fine ho dovuto aggiungere un goccio di latte per diluire.

Imburrate una pirofila di vetro di dimensione 27x18cm (o più piccola se volete un dolce più alto) oppure un contenitore di alluminio di misura simile.

Versate il composto e infornate a 180C per 20-25 minuti o finché la superficie assume un colore dorato intenso.

Estraete dal forno e un po' alla volta bagnate con lo sciroppo, lasciando assorbire.

Infine cospargete la superficie con un po' di cocco grattugiato.



Tagliate diagonalmente per ottenere dei rombi e servite a temperatura ambiente.


Buona degustazione!

lunedì 28 agosto 2017

Rinfrescante bevanda al tè verde, zenzero e lime

Stanchi della calura estiva?
Combattete la sete con una rinfrescante bevanda a base di tè verde, zenzero e lime.

Complici alcune bustine di tè verde coreano proveniente dall'isola di Jeju, gentilmente regalate da un amico di antica data e una bibita casualmente provata durante una gita a Vicenza, ho pensato di riprodurre l'esperienza in casa e senza troppi sforzi è uscita questa dissetante bevanda.

Se al posto del tè verde di Jeju ne avete uno diverso, chiuderò un occhio, per questa volta.

Ingredienti:
1 bustina di tè verde ogni 50cc di acqua
1 cucchiaino di zucchero ogni 50cc di acqua
1 fettina di zenzero ogni 50cc di acqua
il succo di mezzo lime ogni 50cc di acqua.

Procedimento:
portate l'acqua a 80C, spegnete e lasciate le bustine di tè verde in infusione per 20 minuti.
Aggiungete subito anche le fettine di zenzero e lo zucchero.
Quando sarà intiepidito, aggiungere il succo di lime.

Servitelo freddo.


martedì 24 gennaio 2017

Gulasch, Goulash, Gulyásleves, forse.

Ho tergiversato per almeno tre anni prima di pubblicare la ricetta del gulasch perché dopo estenuanti ricerche sono giunto alla conclusione che LA ricetta del gulasch non esiste :-) o per meglio dire, ne esistono tante quanti sono gli ungheresi.

gulasch, goulash, gulyás
Intanto mi sembra giusto chiarire che il gulasch, in ungherese gulyás è una zuppa, tant'è che il nome corretto sarebbe gulyásleves, cioè zuppa gulasch, quindi, anche se può somigliare, non ha la funzione del nostro spezzatino con le patate che normalmente funge da secondo piatto o da piatto unico.

Il gulasch per me è il tipico cibo di conforto, cioè la zuppa che ti rinfranca dopo una giornata trascorsa al freddo, ma vedendo i filmati in rete, è chiaro che per gli ungheresi si tratta invece di un piatto che adorano cuocere all'aria aperta anche d'estate, in una bella pentolona appesa sopra a un fuoco improvvisato.

Dopo aver visionato una dozzina di ricette diverse, (tutte in ungherese e questo spiega perché ci ho messo tre anni...), ho tirato fuori un compromesso che poi è risultato assai soddisfacente. In ogni caso il minimo comune multiplo è costituito da carne di manzo o vitello (sembra prediligano tagli non troppo nobili, tipo la spalla, insomma quelli non troppo magri ma neppure molto grassi), pomodoro, paprika, cumino dei campi, pepe nero, aglio, cipolla, sedano. Attenzione che il cumino dei campi, carum carvi non è il cumino comune, a volte lo trovate in alcuni negozi col nome inglese (caraway seed).
Il resto degli ingredienti compare e scompare a seconda evidentemente dei gusti personali o della tradizione di famiglia. La pastinaca non so quanto sia facile da trovare. Se la trovate, usatela.



Procedimento:
Tritate la cipolla finemente e fatela soffriggere in una pentola con lo strutto. In alcune ricette lo strutto viene sostituito da lardo affumicato tagliato a cubetti, in questo caso si fa prima rosolare il lardo affinché rilasci il grasso e poi grazie a quello si rosola la cipolla.
Nel frattempo pelate e tagliate le patate a tocchetti e mettetele a bagno in acqua fredda.
Quando la cipolla sarà appassita versate la carne tagliata a cubetti e fatela rosolare per una decina di minuti. Aggiungete la paprika, il pepe nero macinato, il cumino macinato e il sale. Mescolate e poco dopo aggiungete l'acqua fino a 2/3 della pentola. Aggiungete quindi il sedano rapa e i pomodori tagliati a cubetti, le foglie d'alloro (e la pastinaca tagliata a cubetti se l'avete trovata), poi l'aglio tritato finemente e i peperoni friggitelli tagliati a listarelle sottili. Se non trovate i peperoni friggitelli, consiglio i peperoni corno, quelli con la buccia sottile.

il gulasch pronto per essere servito


Infine aggiungete le carote tagliate a dischi e le patate tagliate a tocchetti e completate la cottura (circa un'ora).
A seconda di quanto desiderate denso il gulasch, aggiungete liquido in maggiore o minore quantità, poco alla volta.
Aggiustate di sale se necessario.
Servitelo caldo in ciotole.

giovedì 12 gennaio 2017

La torta al cocco della poetessa

Incuriosito da un articolo segnalato dalla mia amica Gisella, non ho potuto resistere al fascino del tempo e della carta ingiallita, così ho sfornato nel giro di qualche ora la torta al cocco della poetessa americana Emily Dickinson, che se nell'aspetto al massimo appare come una normale torta, nel sapore è veramente deliziosa.

Torta al cocco di Emily Dickinson - Pastel de coco de Emily Dickinson
La ricetta originale che potete vedere nella fotografia del foglio ingiallito nella pagina web citata dà le dosi, come succede quasi sempre nella cucina americana, in tazze e cucchiaini. Per comodità nostra le ho convertite in grammi e millilitri. L'unica aggiunta mia è un pizzico di sale che esalta i sapori, dato che il sapore del cocco fresco di solito è più delicato di quello essiccato.
Per aprire la noce di cocco consiglio il trucco di mettere la noce in surgelo per 15 minuti perché ciò favorisce il distacco dalla parte legnosa esterna. In ogni caso serve sempre il martello per aprirla...
La prossima volta proverò per curiosità a sostituire il latte nella ricetta con quello estratto dalla noce di cocco.


Procedimento:
sbattete le uova con lo zucchero e un pizzico di sale, poi aggiungete uno ad uno tutti gli altri ingredienti, tenendo per ultimo il cocco fresco grattugiato. Imburrate e infarinate uno stampo a cerniera da 20cm.
Ho rifinito la torta prima di metterla in forno cospargendola con un po' di cocco grattugiato anche in superficie e un cucchiaio extra di zucchero di canna tipo golden caster, ma questa è stata una mia aggiunta personale.
Infornate per circa 45 minuti a 180C ma verificate comunque la cottura con il classico stecchino infilato al centro che deve uscire asciutto.
Estraetela dallo stampo e lasciatela raffreddare.




l'interno rimane morbido e spugnoso

la crosta leggermente meringata
Come tutte le torte di questo tipo, per me è meglio attendere qualche ora prima di mangiarla.

sabato 26 novembre 2016

Pancakes soffici

Alzi la mano chi non si leccava i baffi e non sentiva venire l'acquolina in bocca vedendo Il Monello quando preparava i pancakes.


E siccome domani è domenica e c'è tempo per una colazione in relax, i pancakes cadono a fagiuolo.
La ricetta è presa da questo video.
I pancakes si degustano caldi con sciroppo d'acero (quello vero!), ma esistono numerose varianti con l'aggiunta di frutta fresca o secca o pepite di cioccolato, sono molto buoni anche con pezzettini di mela o di banana.
Questa è la ricetta base, diciamo.

In sostituzione dello sciroppo d'acero uso a volte lo sciroppo d'agave (il tocco messicano ci vuole...), mentre non mi entusiasma il miele, che invece adoro in altre occasioni.
Ah, negli USA è tipico poi accompagnare i pancakes dolci con una razione da ricovero di bacon fritto.



Procedimento:
sbattete le uova con il latte, il burro fuso.


Mescolate gli ingredienti asciutti (farina, zucchero, sale, lievito e bicarbonato).


Versate il composto liquido mescolando brevemente per incorporare bene la farina ma senza insistere.


Se resta qualche grumo va bene, anzi, dicono che sia pure meglio.


Scaldate la piastra piatta a fuoco medio.
Utilizzando un mestolo piccolo o il cucchiaio speciale per i gelati, prendete una porzione del composto e disponetela sulla piastra, dopo averla leggermente unta con una noce di burro. Il composto tenderà a stendersi da solo.


Girate i pancakes quando il bordo assume un aspetto asciutto e nella parte superiore vedete formarsi e scoppiare le bollicine. Un paio di minuti per lato dovrebbero bastare.
Se volete servirli tutti contemporaneamente, conservateli al caldo.


Ciascun pancakes viene irrorato di sciroppo e poi sovrapposto.


Il bacon fritto, col suo sapore salato farebbe da contrasto al sapore dolce del pancake, ma siccome eravamo a dieta...


E buona domenica.

mercoledì 16 novembre 2016

Risotto belga

Oggi un piatto ideale per il clima fresco autunnale per non dire invernale, un bel risotto che battezzerei risotto belga perché gli ingredienti caratteristici, riso a parte, sono tutti di provenienza belga, dai cavolini di Bruxelles alla birra ambrata Maredsous.

risotto "belga"
Mentre l'approvigionamento di cavolini e birra belga non è un problema, essendoci in tutti i supermercati, trovare un formaggio belga è decisamente più ostico. L'ideale sarebbe un formaggio come l'Orval, ma in mancanza, potete ripiegare su un formaggio olandese o al limite su dell'ottima fontina nostrana.
Quanto alla birra, l'ideale è una birra ambrata o scura, tipo appunto la Maredsous o la Chimay.


Procedimento:
Per prima cosa occorre cuocere a vapore i cavolini di Bruxelles, occorreranno circa 20 minuti.
Tritate finemente la cipolla e soffriggetela per qualche minuto con un po' di burro a fuoco medio. Quando la cipolla sarà appassita, aggiungete il riso. Fatelo tostare mescolandolo spesso, circa 2-3 minuti e aggiungete metà bottiglia di birra, poi coprite di brodo o acqua con un po' di dado. Aggiungete i cavolini, calcolate due o tre a persona, tritati.


Proseguite la cottura per circa 16-17 minuti, aggingendo liquido se necessario. Quando il riso sarà cotto ma ancora ben al dente, aggiungete anche il formaggio grattugiato, spegnete la fiamma e mescolate facendo sciogliere il formaggio. Lasciate riposare per un paio di minuti prima di servire.

giovedì 10 novembre 2016

Una torta caprese coi fiocchi

Era da parecchio che volevo fare questo classico della torteria napoletana, la torta caprese, finalmente mi son tolto lo sfizio, seppure al secondo tentativo, perché nel primo avevo usato uno stampo di silicone di quelli con motivi a fantasia e il risultato era sì buono ma diverso da come doveva essere, quindi armato di nuovo stampo di alluminio a tronco di cono, oggi ho ripetuto la prova.

Torta caprese

La ricetta di base è questa: www.tavolartegusto.it/2016/03/25/torta-caprese-la-ricetta-originale/ 
io ho fatto qualche rimaneggiamento perché avevo uno stampo leggermente più grande e ho aumentato le quantità.
Inoltre anziché usare la scorza d'arancia grattugiata ho prerito utilizzare direttamente cioccolata con scorza d'arancia, a mio parere con un ottimo risultato finale.



Procedimento:
separate i tuorli dagli albumi e battete i primi con lo zucchero, la vaniglia e un pizzico di sale. Sciogliete la cioccolata e fate fondere il burro, entrambe le cose si possono fare agevolmente nel forno a microonde. Aggiungete prima la farina di mandorle e poi la cioccolata fusa e il burro.
Approfittate a questo punto per accendere il forno sui 160 gradi.
Mescolate tutto, otterrete un impasto abbastanza denso. Montate gli albumi a neve e incorporateli un po' alla volta delicatamente senza mescolare vigorosamente ma con un movimento rotatorio dal basso all'alto. Alla fine otterrete un impasto assai più fluido.
Imburrate e infarinate lo stampo. Ultimamente mi è capitato di dimenticarmi di infarinare (ogni tanto perdo colpi...) però ho scoperto che le torte si staccano bene anche senza la farina, quindi se siete celiaci potete evitare di infarinare oppure usare farina di riso.



Infornate per circa 30-35 minuti, l'interno della torta dovrà rimanere molto morbido, non asciutto, quindi nessuna necessità di fare prove con stecchini. Regolatevi piuttosto sul fatto che la parte superiore si sia alzata e abbia un aspetto uniforme.


Quando si sarà raffreddata cospargetela di zucchero a velo e divertitevi con le decorazioni.
Come molte torte, anche se è sempre buona, per me l'aroma migliora dopo qualche giorno se conservata sotto una campana di vetro.

mercoledì 21 settembre 2016

Dolcetti al lime

Una ricetta facile facile ma deliziosa, proveniente dal blog del sito pandispagna.net, di cui sono venuto a conoscenza tramite il blog di Laura, alla quale sarò eternamente riconoscente per la straordinaria ricetta del panforte di Siena. Il mio personale contributo a questa ricetta consiste nell'aver provato ad usare i lime verdi messicani al posto dei classici limoni gialli italiani.

Barrette al lime messicano / Barritas de limón / Lime bars

E ora bando alle ciance.


Procedimento:
Per prima cosa occorre congelare il burro, servirà un'ora o poco più nel surgelatore. Quando sarà ben indurito, riscaldate il forno a 180C, prendete farina, zucchero e sale e mescolateli bene, poi iniziate a grattugiare il burro in trucioli. Impastate il tutto ottenendo una polvere granulosa ma fine. Ho usato l'impastatrice con la foglia alla velocità più bassa per evitare che si scaldi l'impasto, serviranno 3-4 minuti al massimo.
Foderate una teglia da forno con carta antiaderente. Io desideravo fare barrette basse e ho utilizzato una teglia 38x29cm, per cui regolatevi di conseguenza.
Distribuite omogeneamente lo sfarinato.


Compattatelo usando il pestacarne o altro utensile a fondo piatto, ma senza spingere a fondo, applicando una leggera pressione.


Infornate per poco meno di venti minuti o finché la superficie risulterà leggermente dorata. Mentre la base cuoce, preparate la crema da versare sopra.


Battete le uova con lo zucchero, un pizzico di sale, la vaniglia, il latte e la farina, infine aggiungete il succo dei lime.
Versate il composto sulla base e infornate nuovamente per altri 20 minuti circa abbassando la temperatura a 160C.


Verificate con uno stecchino al centro che la crema si sia ben rassodata, poi lasciate raffreddare.


Togliete la "mattonella" dalla teglia per facilitare il taglio.


Se volete creare dei rombi, tagliate trasversalmente, altrimenti potete fare semplicemente dei rettangoli.


Spolverizzate con zucchero a velo.


Pronti per la degustazione.


mercoledì 20 luglio 2016

Zuppa di ceci alla greca - Ρεβύθια σούπα

Oggi torniamo in Grecia con una deliziosa zuppa di ceci, molto semplice, ma saporita e senza effetti collaterali... :-)
La ricetta originale proviene dal sito www.mygreekdish.com.

Zuppa di ceci alla greca - Ρεβύθια σούπα - Sopa griega de garbanzos
Mentre le altre ricette zuppe di ceci già pubblicate sono particolarmente confortanti nel periodo invernale, questa minestra è gradevole in periodi meno freddi e si può consumare tiepida o a temperatura ambiente.



Procedimento:
Consiglio di utilizzare i ceci già lessati, ai quali va comunque rimossa la cuticola esterna che è la causa dei famosi effetti collaterali.
Se invece utilizzate ceci secchi mettetene a bagno 250g per 12-18 ore, scolateli e risciacquateli, metteteli a bollire in acqua bollente sufficiente a coprirli di circa 4 centimetri. Fateli bollire per 15-20 minuti finché avranno rilasciato la tipica schiuma che dovrete eliminare, poi scolateli nuovamente, risciacquateli e tornate a metterli in pentola con nuova acqua bollente. Quando saranno cotti ma sodi, fateli raffreddare ed eliminate la cuticola esterna.

In una pentola soffriggete brevemente la cipolla tritata finemente con l'olio, quindi versate i ceci puliti, gli odori e ultimate la cottura (circa mezzora).
Chi la desiderasse più densa può aggiungere un po' di farina, mescolandola a parte con un po' del brodo di cottura fino a scioglierla completamente per poi unirla al resto (io non l'ho aggiunta).

Zuppa di ceci alla greca - Ρεβύθια σούπα - Sopa griega de garbanzos
Per ultimo si aggiunge il succo di limone, a proprio gusto.
Si degusta assieme alle olive greche tipo Kalamata e crostini di pane.


Zuppa di ceci alla greca - Ρεβύθια σούπα - Sopa griega de garbanzos

mercoledì 6 luglio 2016

Ciambella semplice allo yogurt al caffè

Oggi una ricetta facile per una torta a prova di disastri, la ciambella allo yogurt al caffè, impossibile da sbagliare!

ciambella allo yogurt al caffè - rosca de yogur sabor café
Le famiglia di ciambelle allo yogurt ha in comune il dosaggio degli ingredienti basato sul vasetto dello yogurt, ma questa volta mi sono dato la pena di pesare i vasetti per ottenere le quantità equivalenti.



ciambella allo yogurt al caffè - rosca de yogur sabor café

ciambella allo yogurt al caffè - rosca de yogur sabor café

Procedimento:
sbattete le uova con lo zucchero e il pizzico di sale quindi unite la farina, il lievito, l'olio di mais e lo yogurt (chi gradisce può aggiungere anche un cucchiaino raso di cannella), fino ad ottenere un impasto liquido ma denso. In ultimo aggiungete le gocce di cioccolato, se volete.
Riscaldate il forno a 170 gradi.
Imburrate lo stampo per ciambelle (col buco) SENZA infarinare e versate il composto che deve distribuirsi uniformemente.
Cuocete la ciambella per 40 minuti circa o comunque finché la solita prova con lo stecchino non ve lo restituirà asciutto.
Sformate la ciambella ancora calda preferibilmente su una di quelle grate apposite per raffreddare le torte.
Tenete presente che con queste temperature estive le torte con l'impasto leggermente umido durano 2-3 giorni al massimo poi tendono a sviluppare muffe, per farle durare più a lungo è meglio conservarle chiuse in frigo.

venerdì 1 luglio 2016

Ceviche de pescado

Oggi un classico della cucina messicana costiera, il ceviche de pescado, un piatto che accomuna praticamente tutta l'America Latina dal Messico al Cile, ovviamente con tutte le variazioni del caso, anche nell'ortografia perché capita spesso di vederlo scritto come cebiche.

Ceviche de pescado
Il ceviche de pescado può essere un modo per riciclare pesce già cotto e avanzato oppure può essere preparato con pesce fresco. Può essere anche preparato con pesce crudo "cotto" col limone, ma visti i tempi preferirei non rischiare, c'è sempre il rischio di ritrovarsi col simpatico anisakis che prende la residenza nel vostro intestino, per cui preferisco usare pesce fresco ma cotto al momento e lasciato raffreddare.
Di solito in Messico è accompagnato da tostadas, la tortilla secca fritta intera, che qui invece trovate sempre e solo sotto forma di nachos (che nel Messico centro sud chiamerebbero totopos, ma tant'è).
È un piatto che si presta molto alla stagione estiva e può fungere anche da antipasto se limitate le porzioni.

Ceviche de pescado acompañado por totopos
Ingredienti per 6 porzioni circa:
1Kg di pesce misto, cernia, polpo, calamaretti, rombo, rana pescatrice, riccióla, sgombro o quello che trovate in pescheria
500g di pomodori maturi grandi o 15-18 pomodorini
4-6 lime
1 avocado maturo
15g di coriandolo fresco
1 peperoncino verde fresco piccante, preferibilmente tipo "serrano" o "habanero" (al gusto)
sale q.b.
tortilla fritta a piacere

Procedimento:
cuocete il pesce a vapore o al forno e togliete eventuali lische, poi tagliatelo a pezzetti. Tagliate l'avocado a tocchetti, così come i pomodori. Se usate pomodori grandi scartate la parte interna gelatinosa, se usate pomodorini non sarà necessario. Tritare finemente il coriandolo e unitelo al resto mentre a parte tritate o tagliate a rondelle il peperoncino per chi preferisce il ceviche piccante (il piccante si può sempre aggiungere, toglierlo è più difficile...).
Mescolate delicatamente gli ingredienti in una ciotola cercando di NON ridurre tutto in poltiglia. Spremere il succo dei lime e riservatene un paio tagliati a spicchi per chi ne volesse aggiungere ancora sul momento.
Aggiustare di sale, se necessario.
A piacere ciascuno potrà aggiungere il peperoncino alla sua porzione.


Il ceviche si gusta con la tortilla fritta salata e secca.