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martedì 15 settembre 2009

Treccine salate della tradizione modenese

Benché i grissini non siano certo una invenzione modenese, le treccine salate, che qui si hanno sempre chiamato salatini, sono sicuramente una specialità da forno locale.

Ricordo benissimo quando mia madre mi portava a comprare il pane in un forno piuttosto distante da casa nostra, praticamente dall'altra parte del centro cittadino e a me, che allora dovevo avere 4-5 anni, sembrava una traversata epica. Lì mi comprava sempre le treccine salate e sosteneva che quelle erano le migliori della città. Non so in base a quali prove sostenesse questa tesi, ma io, con un'ottima treccina salata in bocca, non mi mettevo certo ad obiettare.

A distanza di quasi quarant'anni, ogni tanto, ne compro un etto se li scorgo veramente invitanti, ma devo dire che in parecchi forni hanno un aspetto un po' triste, come se venissero preparati più per dovere che per sincera passione e in quel caso, mi passa la voglia di provarli.
Il salatino sfizioso infatti deve avere un aspetto bello a vedersi, con i suoi granelli di sale luccicanti e la superficie rugosa, non liscia come certe chiappe levigate con Photoshop, diciamo che deve avere un po' di cellulite, cosa perfettamente normale visto che sono impastati con il diabolico strutto.

L'altro giorno, in preda ad un'euforia creativa, mi son detto: "ma perché non provare a farli, non devono essere poi così difficili!". E in effetti questo primo tentativo è riuscito decisamente bene, almeno per i miei gusti.
E dato che sto attraversando questa fase di innamoramento per i sali stravaganti, ho pensato bene di usare quelli al posto del sale grosso convenzionale.

Ingredienti:
360g farina tipo 0
150ml acqua
120g strutto
12g di lievito di birra fresco
un cucchiaino di zucchero
sale q.b.

Procedimento:
sciogliere il lievito con un cucchiaino di zucchero e lasciarlo riposare finché non comincia a fare schiuma. Nel frattempo tirare fuori lo strutto dal frigo per portarlo a temperatura ambiente.
Impastare poi tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto molto morbido, leggermente attaccaticcio che poi farete lievitare ben coperto fino al raddoppio di volume.

Terminata la lievitazione, ricavate delle porzioncine di pasta dello stesso peso, grosso modo.
Nella foto qui sopra vedete l'impasto suddiviso in 22 porzioni, per nulla uguali tra loro :-)
Dato che era la prima volta che li facevo non sapevo bene se e quanto si sarebbero gonfiati e se venivano meglio grossi o sottili. A posteriori la mia preferenza va a quelli sottili, per cui vi consiglierei di fare almeno una trentina di porzioni che poi userete a due a due.

Su un piano di lavoro tirate ciascuna porzione di impasto facendola rotolare sotto il palmo della mano, deve uscire una specie di stringa lunga una trentina di centimetri o comunque non di piú della dimensione della leccarda.

Con due stringhe fate la treccia e la cospargete con i granelli di sale grosso o fino, a seconda dei gusti. Approfittatene per accendere il forno sui 160 gradi prima di iniziare questa operazione, così quando terminate il forno sarà già pronto.

Le ho cotte per 20 minuti a 160 gradi e poi, vedendo che rimanevano un po' chiare, per altri 20 minuti a 180 gradi. Poi ho spento il forno e le ho lasciate dentro.
Le treccine devono essere croccanti e friabili, non morbide.
Queste mi sono sembrate una goduria.

4 commenti:

NORA ha detto...

Flavio estas trenzas me encantan son mi perdición! Tengo una receta pero no lleva manteca de cerdo. Tengo qu perobar! Gracias!

CIAO!

Byte64 ha detto...

Nora,
la verdad es que son también la mía... :-)

Se pueden hacer también con aceite de olivo, la próxima vez voy a probar, a ver como salen.

Ciao!
Tlaz

Tomato&Basil ha detto...

Quanto sono belle le treccine di Tlaz! (Chissá chi sará mai il suo coiffeur? :-D ;-) )
Complimenti veramente ti sono venute perfette e poi quel sale colorato sopra ci sta proprio bene. Son d'accordo con te, quelle con un po' di cellulite sono piú appetibili, non solo alla vista ma anche alle papille.. peccato che non possa assaggiarle. Mi so' segnata la ricetta peró..
notte,
Kiki

Byte64 ha detto...

Kiki,
modestamente a volte mi meraviglio di me stesso, questa ricetta l'ho tirata a indovinare e sono venute proprio buone.
Se gli devo trovare un difetto, beh, magari si può calare un po' la dose di strutto, fare un quinto del totale anziché un quarto.
La prossima volta, cioé quella dopo averle rifatte con l'olio come dicevo a Nora, farò così.

Oh, a sproposito, bisogna che mi faccia un nodo al collo per ricordarmi di fare le seadas, sono ANNI che mi riprometto di farle e non le faccio mai, mannaggia!

Ciao

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