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venerdì 13 febbraio 2009

Zuppa di cicerchie no global

C'è chi sostiene che la globalizzazione minacci certe nostre specialità alimentari e tradizioni.

C'è addirittura chi, oltre a sostenerlo, agisce concretamente nel maldestro tentativo di limitare le libertà gastronomiche, inventando di sana pianta ottusi provvedimenti o suggerendo di boicottare certi prodotti tipo gli ananassi.
La questione mi tocca particolarmente da vicino perché l'ananas è uno dei miei frutti preferiti e le prime volte che andavo in Messico, mia moglie (che a quel tempo ancora non era tale) mi faceva sempre trovare un bell'ananas formato basilica al mio arrivo.
Altro che quella striminzita mela proibita di Eva!

Questi divieti in teoria dovrebbero stimolare il consumo di prodotti locali in base al ragionamento che, se uno non trova l'ananas, allora sarà costretto a comprare qualcosa di locale, tipo quattro mele trentine o tre pere emiliane appena colte dal frigo.

Peccato che anche le mele e le pere spesso vengano dal Cile o dall'Argentina, soprattutto quando è finita la stagione da quel pezzo e allora uno magari finisce per comprare una cassa di birra tedesca o due bottiglie di vino australiano o una aspirapolvere olandese oppure un bell'ananas di plastica made in China.

Faccio questo esempio bislacco solo per instillare il dubbio che l'equazione:
ananas = 4 x (mele autarchiche)
magari non funziona come si vorrebbe e alla fine toccherà addirittura constatare, come dicono i compaesani del ministro Zaia, che fu peso el tacón del buso.

Da parte mia, anziché adottare improbabili rappresaglie tipo fare lo sciopero della sopressa di Schio, dichiarare l'embargo al pandoro veronese o preparare una sacrilego kebab con radicchio trevigiano, preferisco parlare di qualche prodotto poco conosciuto tipo appunto l'antichissima cicerchia che, combinata con dell'ottimo chile guajillo rigorosamente no global cresciuto sul mio patriottico balcone, produce una zuppa dal sapore virilmente piccante e dalla fiera consistenza.

La cicerchia è un legume noto fin dai tempi dei Romani con il nome di cicercula. C'è chi avverte che è tossica in dosi non meglio specificate (può arrivare a provocare una patologia chiamata latirismo), ma, m'immagino, solo se uno se la magna a colazione, pranzo e cena per 7 giorni alla settimana e non una tantum.

In ogni caso, se diventate paralitici dopo aver mangiato la zuppa di cicerchia IGP, citofonate al ministro Zaia, cultore delle denominazioni protette, non a me :-)

Ingredienti x 6 persone:
500g di cicerchie
400g di pomodori pelati (1 scatola)
1 cipolla media
1 carota media
2 foglie di salvia
2 rametti di menta
2 ciuffetti di rosmarino
2 peperoncini grandi secchi
2 cucchiai di olio extravergine
pepe nero macinato q.b.
sale q.b.

Procedimento:
ammollare le cicerchie per almeno 8 ore, risciacquarle e metterle a cuocere in acqua senza sale per 45 minuti circa. Scolatele e, una ad una, sgusciatele (auguri!).
Preparate un soffritto con cipolla e carota tritate finemente, poi quando le verdure saranno appassite, aggiungete il trito di salvia, menta e rosmarino e il peperoncino spezzettato. Continuate a soffriggere qualche istante e poi aggiungete il pomodoro, le cicerchie e sufficiente acqua o brodo per coprire tutto, infine salate. Cuocere senza coperchio per almeno una mezzora.


La zuppa di cicerchie ci è veramente piaciuta, questo legume ricorda le fave ma ha un sapore più delicato e un odore meno penetrante durante la cottura.
L'unica vera tortura è dover sbucciare le cicerchie una ad una.

E se avete brevettato un metodo per pelare le cicerchie senza ritrovarvi in pensione nel frattempo, parliamone, sapete dove trovarmi.

10 commenti:

Azabel ha detto...

Se riesco provo a farla, sembra deliziosa... però temo che barerò utilizzando cicerchie decorticate!

Byte64 ha detto...

Azabel o Cascabel? ;-)

Questa faccenda del latirismo ha spaventato moltissimo mia moglie, mentre mio padre, medico, sostiene che ci vogliano dosi non indifferenti di cicerchie prima di arrivare ad avere problemi neurologici seri. In effetti l'epidemiologia del latirismo sembra parlare chiaro, va incontro a problemi solo chi è costretto ad una dieta a base prevalentemente di cicerchie.

A scanso di equivoci, pensavo di inserire uno di quei file audio come quelli che si sentono nelle pubblicità dei farmaci, quando in mezzo secondo dicono una frase tipo:
"evitarelusoprolungatodelprodottosenocrepi!!"
:-D

ivana ha detto...

Mi intriga 'sta faccenda della pelatura, cosa da far fare a G., ammesso che accolga la proposta di comprare delle cicerchie, visto che lui odia le fave...poi so che direbbe che è cibo per cavalli ecc...la vedo proprio dura!
Magari me ne mandi un po' quando la rifai!!!
Ciao!!!

Byte64 ha detto...

Hehehe,
devo dire che ne ho avuto una tale dose, che per sei mesi non ho piani di fare ricette a base di cicerchie, anche perché bisogna smaltire l'acido ossalildiamminopropionico accumulato.

sibilla ha detto...

Che magari se la posti dove sai tu fai felice pure la veg :-)))

Byte64 ha detto...

Ah ma io sono sempre vittima del solito problema con le foto, in compenso lei dottoressa ha le chiavi di casa, quindi si regoli come preferisce. Io al limite passo l'aspirapolvere dopo... ;-)

lorenzo cairoli ha detto...

Concordo, è deliziosa, però sbucciarle ad una ad una, è roba da miniaturisti

Byte64 ha detto...

semel in anno licet insanire...

ariarossa ha detto...

Mi piace tantissimo questa zuppa!
Maaaaa come mai è solo qui?!?

Byte64 ha detto...

Air,
abbi fede,
uno di questi giorni la zuppa di cicerchie arriverà anche sui pulciosi teleschermi...

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